Ablazione del tartaro: come effettuarla per una corretta igiene orale

La detartrasi è il trattamento professionale che rimuove il tartaro e interrompe l’infiammazione gengivale. Ecco come funziona davvero, quando farla e come mantenere i risultati nel tempo

Come rimuove il tartaro che lo spazzolino non elimina
Ultrasuoni + strumenti manuali, lucidatura ed eventuale Air-Flow
Frequenza personalizzata: 3–12 mesi in base al rischio
Scopri l'ablazione tartaro

Cos’è l’ablazione del tartaro (detartrasi) e perché è indispensabile

Il tartaro è placca batterica mineralizzata che si aderisce a dente e radice, irritando le gengive e favorendo gengivite e parodontite. L’ablazione è una procedura professionale che, diversamente dallo spazzolino, rimuove in modo sicuro le incrostazioni sopra-gengivali e, se indicato, quelle sotto-gengivali.

Quando farla: segnali e fattori di rischio

  • Sanguinamento allo spazzolamento o uso del filo/scovolini.
  • Alitosi, gengive gonfie o arrossate, sensibilità diffusa.
  • Fumo, diabete, gravidanza, apparecchi ortodontici, storia di parodontite.

In assenza di problematiche la cadenza tipica è ogni 6 mesi. In presenza di fattori di rischio o dopo terapia parodontale si scende a 3–4 mesi; nei casi a basso rischio si può salire a 9–12 mesi.

Come si effettua: fasi della seduta

  1. Valutazione iniziale: controllo di gengive e tasche, mappatura delle aree con maggior deposito.
  2. Ultrasuoni: punte vibranti frantumano il tartaro con irrigazione; modulazione di potenza per comfort e sicurezza dei tessuti.
  3. Strumenti manuali (curettes/scalers): rifinitura dei margini e delle zone difficili.
  4. Lucidatura: paste a grana fine per levigare la superficie e ridurre la nuova adesione di placca.
  5. Air-Flow (se indicato): getto di aria-acqua-polvere per rimuovere macchie e biofilm; non sostituisce l’ablazione del tartaro, la completa.
  6. Istruzioni personalizzate: scelta di spazzolino, scovolini, tecnica e cadenza di richiamo.

Cosa aspettarsi dopo

  • Sensibilità transitoria al freddo: tipica per 24–72 ore, migliora con dentifrici desensibilizzanti.
  • Gengive più sode e alito fresco già dopo pochi giorni.
  • Eventuali macchie e ruvidità spariscono con lucidatura/air-flow e buona igiene domiciliare.

Detartrasi ≠ sbiancamento

L’ablazione rimuove tartaro e biofilm, migliorando salute e colore naturale. Lo sbiancamento (bleaching) schiarisce la tinta intrinseca del dente con gel specifici. Spesso si pianificano in sequenza: prima igiene professionale, poi sbiancamento se desiderato.

Errori da evitare

  • Fai-da-te con raschietti o “ultrasuoni” domestici: rischio di lesioni gengivali e graffi dello smalto.
  • Abuso di paste abrasive/charcoal: possono aumentare sensibilità e usura.
  • Rinviare i richiami se c’è sanguinamento: è un segnale di infiammazione attiva.

Prevenzione a casa: mantenere i risultati

  • Spazzolino elettrico (oscillante-rotante o sonico) 2 volte al giorno per 2–3 minuti; testina morbida.
  • Interdentale quotidiano: scovolini della misura corretta o filo cerato; pulizia della lingua.
  • Dentifricio al fluoro; collutorio solo in cicli brevi su indicazione professionale.
  • Dieta: limita zuccheri appiccicosi tra i pasti; idratazione adeguata.
  • Stop fumo e controlli regolari: proteggono gengive e risultati.

Domande frequenti (FAQ)

La seduta fa male?

Di norma è ben tollerata; in caso di sensibilità si modulano potenza/irrigazione o si usano gel desensibilizzanti. Se necessario, si esegue anestesia locale mirata.

Quanto dura?

In media 30–60 minuti in base a deposito e condizioni gengivali; la prima seduta può richiedere più tempo.

Si può fare in gravidanza?

Sì, la detartrasi è raccomandata per controllare la gengivite gravidica. Si programma la seduta e i prodotti idonei con l’odontoiatra.

Ho apparecchi o impianti: cambia qualcosa?

Si usano punte e tecniche dedicate per non danneggiare attacchi e superfici implantari; essenziali gli scovolini specifici a casa.

Ho dispositivi medici (es. pacemaker): posso fare gli ultrasuoni?

Si valuta il caso con anamnesi e protocolli di sicurezza; l’igienista/odontoiatra sceglierà la modalità più appropriata e, se necessario, alternative manuali.

Percorso al Centro Odontoiatrico Prati

Al Centro Odontoiatrico Prati l’ablazione del tartaro segue un protocollo personalizzato con valutazione del rischio, strumenti dedicati, lucidatura/air-flow quando indicati e istruzioni su misura. Definiamo la cadenza di richiamo e monitoriamo i parametri gengivali per mantenere stabile la salute orale nel tempo. Scrivi oggi stesso!

Le informazioni sono divulgative e non sostituiscono la visita odontoiatrica.

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