Nel settore dell’implantologia dentale sono stati fatti enormi passi in avanti da un punto di vista tecnologico, come dimostra l’enorme diffusione degli impianti in ceramica o zirconia.

La ceramica, infatti, presenta molti vantaggi che la rendono preferibile al titanio. Innanzitutto non presenta nessun tipo di metallo ed è un materiale molto più biocompatibile rispetto ad altri.

Le corone e i ponti infatti si integrano meravigliosamente bene con l’ambiente orale che li circonda e questo contribuisce ad una rigenerazione naturale della gengiva.

Gli impianti in ceramica annoverano tra i loro punti di forza l’importante durata temporale.

È stato dimostrato che anche dopo 30 anni dall’esecuzione dell’impianto in ceramica, è difficile intravedere una differenza netta tra il dente naturale e l’impianto, questo perché la zirconia non presenta metallo grigio al suo interno ma è di un colore simile a quello dei denti. Inoltre sia il colore della gengiva che l’osso risultano essere perfettamente integri.

L’implantologia in ceramica nonostante appaia come un’innovazione recente, in realtà ha alle spalle una storia abbastanza longeva. Nacque ben 57 anni fa grazie allo studio e all’intuizione del professor Sami Sandhaus, il quale rivoluzionò completamente il settore.

Bisogna inoltre considerare che a differenza della ceramica, il titanio soffre di corrosione e nel peggiore dei casi questo potrebbe comportare una perdita di massa ossea peri-implantare.

È stato scientificamente dimostrato che all’interno di un ambiente umido come la bocca, l’impianto in metallo si corrode facilmente e in presenza di fluoro che attacca la superficie dell’impianto la corrosione dei metalli è ancora più probabile.

La zirconia invece non è corrosiva e non è fonte di allergia per il paziente. È quindi a tutti gli effetti il materiale ideale per costruire un impianto dentale.

Bisogna inoltre considerare che attualmente i casi di allergia sono notevolmente aumentati e la presenza di un impianto in metallo potrebbe essere ulteriormente dannoso.

Non è strano che si possa verificare una reazione a quest’ultimo anche anni dopo l’intervento per via delle infiammazioni che si potrebbero formare intorno all’impianto stesso.

L’impianto in ceramica, invece, è ipo-allegernico e in più, grazie al fatto che questo materiale non conduce carica elettrica, i batteri aderiscono meno sulla superficie dell’impianto: ciò significa gengive più protette e sane.

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